Ingresso

Intero € 8 | Ridotto € 5

Località

Auditorium Dedalo
Via Maestra 9
Novara

Vienna fra Ottocento e Novecento - Ensemble Pierrot

Sabato, 13 Aprile 2019 21:00

Musica in scena

Cristina Corrieri direttrice 

Marco Rainelli flauto
Simone Margaroli clarinetto
Stefano Raccagni violino
Francesco Facchini violino
Nicola Sangaletti viola
Anna Freschi violoncello
Gaston Polle Ansaldi pianoforte

Musiche di G. Mahler, J. Strauss, A. Schoenberg

Programma

G. Mahler (1860-1911): Quartettsatz in la minore
J. Strauss (1825-1899): Kaiserwalzer op. 437
A. Schoenberg (1874-1951): Kammersymphonie op. 9 (arr. A. Webern)

 

Il programma di questa serata  è incentrato sulla Vienna musicale tra fine Ottocento e primo Novecento.
Con il movimento di Quartetto per pianoforte e archi il giovanissimo Gustav Mahler, ebreo boemo che dalle province dell'impero asburgico era venuto nella capitale a studiare musica, dimostra di essere già in grado di padroneggiare lo stile romantico sulla base del quale svilupperà in seguito il suo personale linguaggio. Questo brano rappresenta dunque l'ideale punto di partenza del percorso di ascolto proposto.
Il Kaiserwalzer, uno dei valzer più celebri di Johann Strauss figlio, ci ricorda la continua commistione tra musica d'uso (danze, marce militari, marce funebri) e musica da concerto così presente nella musica di Mahler e che ebbe forte influenza anche su Schönberg: tra fine Ottocento e inizio Novecento, infatti, le trascrizioni per ensemble di tale musica erano diffusissime ovunque, dai salotti ai padiglioni all'aperto, in tutte le città dell'impero.
La Kammersymphonie (Sinfonia da camera) nr.1 è uno dei primi capolavori di Schönberg. Se da una parte è evidente in essa l'assimilazione del linguaggio di Mahler da parte del giovane Schönberg, dall'altra la Kammersymphonie, scritta per quindici strumenti, rappresenta allo stesso tempo una reazione alle dimensioni delle sinfonie di Mahler: l'enorme lunghezza e il grande numero di musicisti si condensano, si riducono e con questo si considera che simbolicamente i gigantismi del tardo romanticismo vengano superati. Il brano si presenta come un unico grande movimento al cui interno ritornano le suddivisioni tipiche della sinfonia. La Kammersymphonie nr.1 viene qui presentata nella splendida versione realizzata da Anton Webern per lo stesso organico del Pierrot lunaire (cinque strumenti): sia per Webern sia per Berg, i due grandi allievi di Schönberg, la realizzazione di simili trascrizioni era un mezzo di studio e assimilazione del linguaggio del maestro.