Cecilia Prina

Difficoltà comportamentali, relazionali e nella gestione delle emozioni

Cecilia Prina- musicoterapeuta
Angela Forestiere- pedagogista clinico

Ogni percorso terapeutico inizia con:

  • un primo colloquio di accoglienza della famiglia con il musicoterapista e la pedagogista per conoscerne difficoltà, bisogni e aspettative e meglio venire incontro alle necessità del bambino/ragazzo;

  • un incontro di musicoterapia individuale per meglio conoscere il bambino.

Alla luce delle informazioni raccolte nei primi incontri viene elaborato e proposto un possibile intervento terapeutico individuale o di gruppo e, se necessario, vengono consigliati ulteriori colloqui di supporto pedagogico o psicologico alle famiglie.

Incontri individuali

Ogni incontro individuale avviene con il musicoterapeuta e, in alcuni casi, con l’osservazione della pedagogista. Si svolge prevalentemente a terra, lavorando senza scarpe sul pavimento di legno e/o su un tappeto su cui vengono disposti gli strumenti utilizzati per la terapia. A differenza della psicoterapia in cui il lavoro terapeutico è centrato sull’uso della parola, nella musicoterapia è il sonoro che diventa veicolo comunicativo e strumento terapeutico, prediligendo un contesto non verbale. Il setting varia da paziente a paziente: strumentario Orff, strumenti a percussione di vario tipo, pianoforte.

I primi incontri hanno come obiettivo principale la costruzione della relazione con il paziente, creando un setting accogliente basato sulla fiducia e sulla centralità della persona. Nelle sedute successive il percorso terapeutico viene personalizzato e individualizzato con analisi e rielaborazioni dei vissuti emotivi e relazionali di quanto avviene tra paziente musicoterapeuta.

Incontri di gruppo

Mantenendo setting simili alle sedute individuali, si possono formare piccoli gruppi di lavoro (massimo 5-6 pazienti) omogenei per età e per tipo di difficoltà. Le dinamiche relazionali comprendono non solo la dinamica terapeuta paziente, ma paziente-paziente e paziente-gruppo, creando le condizioni per un “laboratorio” in cui vivere, riconoscere e imparare a gestire meglio le proprie emozioni in relazione all’altro. Accanto al veicolo musicale vengono usati strumenti e strategie di stampo pedagogico.

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