UpBeat. Orchestra Giovani per la Pace

UpBeat in musica è il “levare” musicale, quel gesto che muove l’attacco musicale. E’ la scintilla iniziale. Ma in inglese significa anche “ottimista”, allegro.

Partner del progetto, con Dedalo è l’Istituto Comprensivo Bellini di Novara. Questo istituto porta avanti da anni la propria missione educativa in un’area caratterizzata da un forte disagio sociale. Siamo a Sant’Agabio dove è stata creata a un’orchestra multiculturale. Si tratta di un percorso inclusivo, che contrasta emergenze di povertà educativa attraverso la partecipazione di giovani musicisti con obiettivi di cittadinanza attiva. Questo presidio culturale utilizza linguaggi artistici per valorizzare competenze relazionali ed emotive, coinvolgendo altre due realtà che operano nel vicino quartiere di Sant’Andrea: una scuola di musica, la cooperativa sociale Dedalo, che con un’esperienza pluriennale aderisce ai progetti ispirati al Sistema “orchestrale” venezuelano di Abreu e un’associazione, la comunità di Sant’Egidio, che vive per scelta, vocazione e missione la vita delle periferie. Insieme alla scuola Bellini, dotata di una sezione musicale, proponiamo un progetto che ha obiettivi sociali e interculturali, accompagnando una fase delicata nella vita dei giovani con un’esperienza fortemente orientata alla responsabilità e alla condivisione.

Il progetto “Orchestra UpBeat. Giovani per la Pace” nasce da una collaborazione nata nel 2017, che vuole ampliarsi e rinnovarsi su un orizzonte di 24 mesi coprendo tre annualità: la coda dell’a.s. 2019/2020 e i due a.s. 2020/21 e 2021/22. Verrà attivato un coordinamento guidato dal presidente di Dedalo, che coinvolgerà il direttore dell’orchestra UpBeat, i docenti di Dedalo e della scuola Bellini e i referenti della Comunità di St. Egidio. Questo coordinamento, attivato a partire dalla fase di progettazione, svilupperà le attività con un lavoro di programmazione e indirizzo (mensile nella fase di lancio relativa ai primi 3 mesi) che poi evolverà in un monitoraggio trimestrale. Dedalo gestirà il project management in collegamento con la scuola Bellini dove, principalmente, verranno realizzate le prove, programmando l’attiva formativa e concertistica. Comunità di S.Egidio curerà il rapporto con le rispettive comunità di quartiere, segnalando insieme ali docenti della Bellini studenti che necessitano di bisogni specifici, su cui il progetto vuole intervenire con lezioni individuali per l’acquisizione di competenze trasversali (consapevolezza di sé, autostima, cittadinanza globale).

Il progetto opera in due zone problematiche all’interno del comune di Novara. Si tratta di quartieri dove sono più alti i tassi di disoccupazione e abbandono scolastico, caratterizzati, a partire dal dopoguerra da diverse ondate migratorie, italiane e straniere. L’attività è pensata su un target di circa 80-100 minori (11-16 anni). Vogliamo sviluppare attraverso il lavoro didattico l’esperienza musicale e favorire una corretta gestione emotiva e comportamentale, con un’attenzione per il rispetto reciproco e la collaborazione. Crediamo nella crescita personale all’interno di un gruppo, e lavoriamo sulla qualità dell’interazione come stimolo per la creatività, perseguendo una cultura dell’impegno e del protagonismo positivo. Non va inoltre sottovalutato come la mancanza di strumenti e il costo di prove, trasferte e concerti, sia un ostacolo rilevante per la partecipazione, problema che vogliamo affrontare rendendo accessibili questi percorsi con una corretta informazione per le famiglie.

La cooperativa sociale Dedalo onlus attualmente anima 4 orchestre giovanili, che si ispirano a modelli sperimentati sin dagli anni Settanta, come nell’esempio del “Sistema” venezuelano. In diverse parti del mondo l’orchestra è divenuta un perfetto habitat educativo. In Italia, esperienze di orchestre multiculturali sono nate a Roma ma sono diffuse nei grandi centri metropolitani. Claudio Abbado negli ultimi anni di vita ha intensamente perorato la nascita in Italia di orchestre giovanili ispirate a un modello di azione inclusiva. Sul nostro territorio sono presenti altre scuole di musica, ma nessuna a Novara ha creato legami con realtà paragonabili alla scuola Bellini e alla Comunità di Sant’Egidio. Questa rete promuove un modello culturale fondato su valori di pace, utilizza un linguaggio universale ed è in grado di rappresentare, in territori socialmente fragili, un punto di riferimento per le famiglie e la comunità educante. Sicuramente il numero di giovani potenzialmente interessati supera i circa 60-70 studenti attualmente raggiunti. Il progetto punta sulla riconoscibilità di un modello positivo, che rovescia la percezione negativa legata a questi quartieri e che può favorire esperienze emulative in altri quartieri problematici, creando nuove opportunità di collaborazione. Le nostre scelte condividono un know how educativo basato sull’esperienza e sulla presenta di professionalità specialistiche, orientate dalla convinzione per cui proporre percorsi accessibili tra scuola e tempo libero possa contrastare future povertà educative in una Provincia, quella di Novara, che ha le percentuali di “neet” più alte della regione Piemonte e in due quartieri, dove riscontriamo i peggiori dati cittadini in tema di marginalità sociale ed economica, disoccupazione e degrado edilizio.

Accanto alla dimensione orchestrale in cui ci saranno prove settimanali e opportunità legate a viaggi di studio, scambi e la partecipazione a contest musicali; il progetto riparte dalla volontà di sostenere lo studio individuale dei giovani con un monte ore per interventi di empowerment personalizzato per accompagnare e sostenere i ragazzi più fragili. L’orchestra vuole crescere e per fare questo dovrà comunicare al meglio la sua mission: non solo obiettivi performativi ma la centralità di un percorso di cittadinanza attiva portato avanti con la stessa attenzione per lezioni, prove, concerti ed eventi. Il percorso sarà strutturato come un laboratorio didattico, con contenuti culturali e strumenti messi a disposizione dei partecipanti per elaborare le varie differenze e metterle al servizio di un progetto musicale collettivo. Lo sviluppo, l’esplosione delle potenzialità espresse dall’immensa ricchezza che proviene dai diversi vissuti, sarà l’anima di una orchestra giovanile capace di guardare al proprio quartiere, alla propria città, contestualizzando valori collaborativi per una cultura della pace e del rispetto.

Marco Sorge, clarinettista, docente di clarinetto alla scuola media musicale Bellini. E’ il direttore della formazione UpBeat. Elena Santandrea, violinista e fondatrice della Dedalo, coordinatrice delle 4 quattro orchestre attive; Raffaele Molinari, presidente Dedalo. Angela Pappalettera, musicista, docente di educazione musicale presso la Bellini. Piero Bestagini, riferimento della Comunità di St.Egidio, medico, musicista e grande ispiratore del progetto di un’orchestra per la Pace. Francesca Alleva, oboista e musicoterapista, docente Dedalo. Leonardo Pignataro, referente del Laboratorio Chitarre della Bellini. Italo Graziana, docente di Percussioni della Bellini. Susanna Boggia, docente di Saxofono della Bellini. Gigliola Grassi, docente di Pianoforte della Bellini. Melissa Volpi, violoncellista, docente della Dedalo.
Vogliamo coinvolgere famiglie e studenti attraverso una proposta che guarda all’importanza di un processo inclusivo, prima del valore artistico e musicale. L’idea dell’orchestra propone un modello positivo, con contenuti valoriali, un’esperienza di cittadinanza globale, pensata per sviluppare competenze specialistiche, relazionali e con l’obiettivo di contrastare e prevenire nuove e vecchie povertà culturali.
Il progetto rappresenta un format replicabile in altri contesti scolastici e comunitari, sviluppa compiutamente modelli stranieri e italiani, già testati con successo, portando nella proposta dell’orchestra UpBeat il know how di 3 enti che lavorano nel territorio novarese da tanti anni, ciascuno con le proprie peculiarità, ma che hanno saputo incontrarsi pensando ad un progetto con una vision ambiziosa, che offre un’esperienza formativa ma richiede impegno e continuità in un capacity building guidato da imprescindibili motivazioni etiche.

Il progetto è un ponte che crea una continuità educativa tra scuola primaria e secondaria (I, II grado), struttura una collaborazione già avviata, rendendola una proposta stabile nell’offerta inclusiva cittadina, rafforza gli sforzi portati avanti in questi anni da un gruppo di docenti qualificati, aumentando gli spazi in cui incontrarsi e suonare (come nel caso del teatro Faraggiana che la scuola di musica Dedalo metterà a disposizione per la realizzazione di concerti o nella sede della Comunità di Sant’Egidio, in cui verranno realizzate alcune prove) portando l’orchestra a vivere nuove esperienze in contest e a contatto con altri ensemble. Il progetto dialoga inoltre con il territorio innestandosi dove ci sono esperienze positive ed attori collaborativi. In questa direzione l’orchestra guarda alle progettualità realizzate dal Comune di Novara in materia di politiche giovanili e beni comuni, con l’obiettivo di valorizzare tutte quelle iniziative realizzate nei quartieri di Sant’Agabio e Sant’Andrea, avviando un dialogo con l’Orchestra di periferia (un percorso inclusivo dedicato a richiedenti asilo e migranti che hanno tra i 18 e 35 anni) per sostenere la crescita di una realtà orchestrale multiculturale estremamente varia, per età e vissuti.

Il progetto prevede l’elaborazione di un logo per l’orchestra UpBeat e la creazione di contenuti grafici, digitali e di materiali per la promozione delle attività. Tutti i materiali verranno messi a disposizione sul sito della scuola Bellini e veicolati con una social media management condiviso dalla partnership attraverso gli account della comunità di St. Egidio e della Cooperativa Dedalo. Lavoreremo sulla riconoscibilità dell’orchestra dotandola di apposite divise e accompagneremo il progetto con una serie di video, sviluppati attraverso uno story telling ingaggiante, pensato per il target giovanile. Verranno organizzati momenti informativi dedicati alle famiglie, che si legheranno agli open day della scuola e alle attività della partnership. Questi momenti saranno laboratori aperti, occasioni che accompagneranno l’attività concertistica, puntando sulla presenza dell’orchestra in occasioni di eventi ad alto valore simbolico come marce per la pace, flash mob, progetti di formazione e scambio.

Uno dei principali problemi legati alla musica è quello relativo alla disponibilità degli strumenti. Non sempre una famiglia può permettersi un acquisto così oneroso. Il progetto prevede l’acquisto di strumenti che rimarranno a disposizione della scuola Bellini e degli studenti che ne faranno richiesta.
Vogliamo inoltre favorire la partecipazione all’orchestra con l’attivazione di una serie di lezioni individuali, che hanno l’obiettivo di permettere agli studenti di colmare lacune e lavorare sulle criticità che si manifestano in un percorso di prove settimanali.

Il progetto amplierà l’attività concertistica e la partecipazione a contest, comportando spese di vitto e alloggio che saranno rimborsate ai partecipanti. La nostra idea è quella di programmare momenti di scambio e formazione in collaborazione con reti ed enti nazionali puntando anche sull’importanza di esperienze da vivere fuori dal contesto scolastico.

Il progetto è realizzato grazie all’impegno curriculare dei docenti della scuola secondaria di primo grado Bellini e della Dedalo. La sostenibilità dell’orchestra si lega ad un piano di fundraising pensato per mettere a sistema PON, bandi locali e regionali, con l’apertura di un fondo permanente di raccolta in una fondazione comunitaria. La presenza di un partenariato misto formato da scuole, associazioni e cooperative sociali, consente una differenziazione degli interventi di auto-finanziamento tra raccolte dirette (ad esempio in caso di concerti o eventi), donazioni (5 x mille, fondo permanente) e stimola la realizzazione di nuove iniziative legate al crowdfunding reward based e a sponsorship private. In questo caso l’acquisto di strumenti, leggii, spartiti o la necessità di raccogliere fondi per un viaggio studio o un contest, possono diventare un’occasione di marketing culturale in cui far conoscere non solo i bisogni per cui si raccoglie ma per raccontare l’orchestra e la sua mission, anche con un piano di ricompense organizzato: apertura a prove, partecipazione a concerti o richieste di partecipazione dell’orchestra ad eventi pubblici.

Associazione Sistema Musica e Società. Sistema Italiano per un’Educazione Musicale Inclusiva

A seguito dell’esperienza nell’ambito del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus - nato sotto l’impulso propositivo di Claudio Abbado allo scopo di declinare in Italia l’esperienza venezuelana de “El Sistema” fondato da J.A. Abreu - alcuni Nuclei ad esso aderenti hanno ritenuto necessario avviare in forma autonoma una fase di approfondimento delle tematiche sociali, culturali, pedagogiche e giuridiche sottese al tema di un Sistema di ispirazione venezuelana in Italia e più in generale sottese ai temi connessi alla relazione fra Musica e Società italiana.
Questi nuclei, già impegnati nei loro territori di competenza in azioni socio-educative musicali, si sono riconosciuti in alcuni principi fondamentali e hanno costituito il 19 gennaio del 2020 l’Associazione Musica e Società. Sistema Italiano per un’Educazione Musicale Inclusiva.

PRINCIPI FONDAMENTALI
L’educazione musicale in Italia è riconosciuta sotto il profilo scientifico e pedagogico quale esperienza fondamentale per la formazione della persona. L’accesso all’esperienza musicale rappresenta dunque un diritto fondamentale della persona e un aspetto ineludibile del curricolo formativo. La società italiana (le istituzioni pubbliche e private nel loro complesso) non garantisce ad oggi una realizzazione compiuta di tale diritto, in modo diffuso e omogeneo sul territorio nazionale, nonostante molti si siano impegnati in tal senso in questi ultimi anni.
Soprattutto i bambini in condizioni di marginalità sociale, economica e culturale vedono questo loro diritto negato. La missione sociale, culturale e politica dei Nuclei è rendere questo diritto tutelato e garantito.

L’esperienza della musica di insieme, del coro e dell’orchestra in particolare, è riconosciuta come centrale nell’ambito delle attività educativo musicali. La realtà venezuelana nel suo complesso ha testimoniato tale valore su un ordine di grandezza temporale, sociale e culturale di grandissima importanza. La missione dei Nuclei è porre la dimensione collettiva della musica al centro delle attività educative, rendendola accessibile a tutti i bambini, con particolare attenzione a quelli che si trovano in condizioni di marginalità sociale, economica e culturale.
I fenomeni migratori, le nuove povertà, le complesse forme di marginalità culturale (ivi comprese anche quelle presenti in condizioni di agio economico), i fenomeni di derive delinquenziali giovanili e di analfabetismo emotivo trovano nell’esperienza musicale - e particolarmente in quella d’insieme - uno strumento di contrasto di grande e comprovata efficacia. La missione del Nuclei è diffondere il più possibile tale strumento fra chi opera nel campo dell’educazione musicale.

La Scuola dell’obbligo e la Scuola dell’infanzia non hanno sempre strumenti idonei ed efficaci per favorire, condurre e istituire attività musicali ispirate a principi socio-educativi. La missione dei Nuclei è costituirsi partner di progetti di collaborazione con la Scuola dell’obbligo e dell’Infanzia, anche in relazione ai dispositivi che il legislatore italiano pone in campo, come ad esempio il Piano delle Arti o il D.Lgs 60/2017. La diffusione di un progetto nazionale ampio, volto allo scopo di raggiungere la piena realizzazione del “diritto alla musica”, necessita un’azione sinergica fra i Nuclei operanti in Italia. Questi riconoscono la necessità di istituire una associazione nazionale per creare una rete diffusa e capillare di sinergie al fine di concentrare e convergere le istanze socio-educative di cui si fanno carico, con importanti riflessi anche nella comunicazione, sia interna alla rete che esterna. In tal senso, il presente Accordo Quadro, quale accordo di autonoma sinergia fra Nuclei, prescinde dalla partecipazione a uno o più enti di raccordo quali, a titolo di esempio, il Sistema Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus.

L’Associazione si impegna a mettere a disposizione in rete, anche tramite un portale web, le testimonianze delle esperienze dei diversi Nuclei, in modo da consentire uno scambio continuo di informazioni fra i soci, al fine, per esempio, di arricchire una banca dati sui repertori, sui dati utili a effettuare statistiche su scala nazionale, sulle modalità di convenzionamento con enti e istituzioni, sulle strategie per la formazione e la qualificazione del personale, su aspetti tecnico-amministrativi, su aspetti legali e giuridici, ecc.

L’Associazione si impegna attivamente nella realizzazione di momenti di incontro e di confronto, a livello nazionale e/o regionale, finalizzati al raccordo fra le diverse esperienze territoriali, riguardo agli aspetti didattici, metodologici e organizzativi.

L’Associazione si impegna in un processo collettivo di approfondimento e studio volto a individuare i temi portanti per la realizzazione compiuta di un Sistema Nazionale Italiano, in particolare:
- Il modello organizzativo e l’eventuale forma giuridica che possa dare ampia realizzazione e sviluppo alla rete dei Nuclei;
- I modelli pedagogici e didattici più efficaci da poter essere menzionati quali emblematici;
- La possibilità di costituire formazioni regionali e/o nazionali che siano rappresentative delle esperienze dei Nuclei;
- i modelli organizzativi e le relazioni istituzionali necessarie per istituire occasioni di formazione e aggiornamento di Docenti Esperti in Progetti Musicali di Orchestre e Cori Giovanili e Infantili per la promozione socioculturale;
- le strategie di comunicazione per rendere le esperienze socio-educative dei Nuclei conosciute e per consentire una espansione della rete di sinergie.

L’Associazione si impegna a monitorare e ove opportuno condividere con la rete le occasioni per la richiesta di contributi economici (di origine pubblica e privata), anche attraverso la partecipazione a bandi, valutando la necessità di dar vita a soggetti riconoscibili, anche temporanei come le ATI, che abbiano i requisiti di accesso.